La-scelta-copertinaDa sempre appassionati di filosofia ed esoterismo, i fratelli Marco e Stefano Chiuchiarelli, attraverso La Scelta (pubblicata da Douglas Edizioni), raccontano della storia più antica del mondo: quel litigio tra Padre e figlio che nel corso della storia ha subito metamorfosi e influenze interpretative, nascondendo un’importante verità. Helel, il portatore di luce, l’arcangelo che si ribellò ai divini equilibri universali, risalta nel tormento dovuto ad un vuoto incolmabile di verità, giustizia e libertà, caratteristica granitica della sua esistenza atemporale. Nel suo amore infinito, trasgredendo il volere di Yahweh, donò all’uomo la partecipazione all’assoluto, alla creazione stessa. Esiliato, deformato, maledetto, pagò il prezzo altissimo dei doni incompresi dall’ingrato genere umano, irresponsabile recidivo protagonista della sua ciclica quotidianità. Avvalendosi nella colorazione del maestro Simone Prisco, ad un’analisi più approfondita, la graphic novel si presenta come un riscatto troppo a lungo agognato. A fine lettura, nelle vostre menti si insinuerà un revisionismo incalzante che potrebbe farvi perdere il sonno. Del resto avrete un’eternità per riposare.

Intervista a Stefano Chiuchiarelli

Caro Stefano, ti ringrazio ovviamente per avermi concesso l’opportunità di leggere questa vostra bellissima graphic novel e per avermi permesso di intervistare ogni elemento chiave della vostra bellissima realtà editoriale, della quale ne sei direttore insieme a tuo fratello Marco. Leggendo, mi sono venute spontanee queste poche domande, la prima: la figura di Lucifero negli ultimi anni sta vivendo una forte trasformazione, da simbolo del male a personaggio intriganti e di grande fascino. Nella graphic novel rappresenta un nuovo Prometeo, portatore di conoscenza per gli uomini. Cosa ha portato a questa scelta?

L’idea, nata diversi anni fa, è stata piuttosto casuale, nel senso che si è sviluppata in corso d’opera. Si è partiti da uno spunto iniziale di voler realizzare una storia su Lucifero: devi sapere che io e Marco siamo entrambi interessati a tematiche per così dire bibliche, per cui il personaggio di Lucifero/Satana/Helel (nome ebraico del protagonista) è venuto da sé. Detto questo, riproporlo in chiavi di lettura già note e abusate sarebbe stato inutile. Da qui l’esigenza di rappresentarlo secondo un’interpretazione diversa: occorreva innanzitutto dargli un taglio un po’controcorrente. È prevalso l’aspetto positivo del carattere.

La conoscenza è spesso vista come arma a doppio taglio e in tal caso, è impossibile dimenticare la collocazione dantesca di Ulisse, punito per la sua sete di conoscenza e per il superare i limiti imposti da Dio. Nella sua opera Lucifero incarna in parte l’ulissismo umano che sempre più caratterizza il nostro secolo?

Non direi che possa essere accostato all’Ulisse dantesco. Ulisse è egli stesso in prima persona assetato di conoscenza al punto da cercarla ostinatamente anche superando i limiti imposti all’uomo, peculiarità, questa, del tutto umana. Il nostro Lucifero è già portatore di conoscenza, la possiede intrinsecamente, tuttavia, per un suo personale senso di giustizia desidera rendere partecipe di questa conoscenza, o almeno di una sua porzione, gli uomini, anzi i primi uomini, Adamo ed Eva che da essa, per decreto divino, erano stati esclusi.

Dovendo scegliere, preferireste ricevere la conoscenza e tutte le sue conseguenze o rimanere nell’ignoranza, confinati nell’Eden?

In ciò sono molto Ulisse. Personalmente, preferisco affrontare le conseguenze, anche fatali, della conoscenza, anziché, per citare nuovamente Fabrizio de Andrè, ‘vivere una vita da scemo nel giardino incantato’. Il desiderio di conoscenza è, o almeno dovrebbe essere, lo stimolo a proseguire nell’esistenza un gradino un po’ più su delle bestie. Altrimenti cosa ci stiamo a fare su questa terra?

Alla fine gli uomini hanno deciso di fare di Lucifero un capro espiatorio per i propri errori: è una questione di ingratitudine o il segno dell’incapacità umana di assumersi le responsabilità delle scelte sbagliate?

I capri espiatori sono da sempre un comodo sistema per scaricare su terze entità, il più delle volte incolpevoli, il peso di responsabilità che gli uomini, per viltà o per proprio tornaconto, non riescono a sostenere. Lucifero, nella mia visione, è stato sicuramente il capro per eccellenza cui imputare le colpe più svariate.

Un’ultima domanda. Simone Prisco (colorista della vostra graphic novel), peraltro candidato con Vita per il Gran Guinigi al Lucca Comics&Games 2015, è al lavoro su un nuovo progetto. Sbilanciandovi, potreste dirci dell’altro?

Posso dirti che Simone Prisco è, sicuramente, un artista sopraffino e di grande sensibilità. Siamo certi, quindi, che anche il suo nuovo lavoro non smentirà la sua bravura. Siamo molto orgogliosi di averlo con noi, come artista e soprattutto come amico.

Stefano, grazie ancora. al Napoli Comicon 2016.

Giuseppe Sanseverino